Labirinto - Dire Ascoltare ImparareI bambini assorbono come spugne tutte le nostre tensioni, le nostre incertezze, le nostre paure. Assorbono i malumori e le fatiche di chi li accudisce e li circonda. Le ansie e insicurezze.

É, quindi, compito di noi adulti cercare di rendere la loro crescita serena e positiva. Ma non sempre le cose filano del tutto lisce ed è necessario, perciò, trovare soluzioni ai piccoli imprevisti che si incontrano nel percorso.

Anche quel giorno Mino e Lisa erano venuti felici a scuola come sempre accompagnati dalla loro mamma, tenendole stretta la mano, e curiosi per la loro nuova giornata con gli altri bambini dell’asilo. Quel giorno particolare, però, Mino, già sulla porta, vide la sua costruzione preferita in mano ad un altro bambino e, più rapidamente del solito e con il suo tipico fare deciso, allungò la mano su di lui dalle spalle... Un attimo di gesti incompresi e finirono tutti e due in un pianto disperato.

Rasserenare i bambini è uno dei nostri compiti più importanti...

Solo che, per uno strano gioco di pensieri, la mamma ha iniziato a credere che noi educatrici non fossimo in grado di proteggere i suoi figli. Un conflitto per un giocattolo accade spesso all’interno di un asilo ed ha molte motivazioni che lo scatenano: la non- possibilità ancora di condividere un oggetto (essendo in fase di pensiero egocentrico); il provare lo stesso piacere che sta provando l’altro nell’usare quel gioco...

Dobbiamo confessare di essere rimaste davvero un po’ spiazzate da questa situazione: una madre manifestava di non fidarsi più di noi. Come fare per risolvere questa situazione? Il pericolo, tuttavia, di innescare situazioni di disagio forti per noi, lei e i bambini, però, era decisamente elevato.

Per risolvere questa situazione abbiamo utilizzato il confronto proficuo nell’equipe educativa come siamo solite lavorare in Cooperativa Labirinto; un confronto umano e, soprattutto, professionale con gli altri soci che si occupano delle attività dell’infanzia.

Ci siamo trovate con le colleghe e abbiamo raccontato tutto. Meglio: abbiamo mostrato un filmato di quel momento della giornata e abbiamo condiviso con loro lo scorrere degli eventi.

Abbiamo osservato attentamente con precisione i gesti di tutti e capito cosa era successo. Ogni collega ha portato il suo punto di vista ed, insieme, abbiamo fatto una sintesi. La diffidenza nasceva da una normale paura della mamma: quella paura delle mamme che i propri figli possano farsi male e stare male.

Abbiamo seguito il consiglio delle colleghe e abbiamo organizzato un incontro con la mamma di Mino e Lisa. La mamma ha accettato l’invito, ma appena arrivata ha nuovamente dimostrato la sua diffidenza.

Come deciso in equipe, abbiamo spiegato come sarebbe stato il percorso evolutivo dei suoi figli all’interno della nostra struttura, quali step avrebbero affrontato e in che maniera li avrebbero fatti crescere cercando di costruire con lei un rapporto di fiducia.

Ricordiamo quando le sue mani chiuse a pugno su loro stesse a un certo punto si sono aperte e rilassate davanti a noi. Le avevamo fatto capire cosa c’era nel cuore dei suoi figli e quale era il nostro pensiero su come aiutare la loro crescita in maniera attiva ed autonoma.

Il rapporto di fiducia è un processo che si costruisce nel quotidiano, non è solo un obiettivo ma un bisogno dell’essere umano.

Raccontata da Cinzia e Valentina