Cooperativa

L'Alleanza Cooperative Italiane si costituirà parte civile contro le false cooperative.

«Entro il 2016 la cooperazione italiana avrà un'unica organizzazione di rappresentanza». Procede a tappe spedite il percorso avviato nel 2011 da Confcooperative, Legacoop e Agci verso la costituzione di un'unica associazione di categoria. Questa mattina a Roma l'Alleanza delle Cooperative ha presentato alla stampa i nuovi obiettivi del percorso unitario.  
 
«In questi quattro anni di lavoro comune - ha sottolineato il presidente dell'Alleanza e di Legacoop Mauro Lusetti - abbiamo gettato le basi per la realizzare il più innovativo progetto di riorganizzazione della rappresentanza in Italia. Lo abbiamo fatto perché la cooperazione avverte la responsabilità del momento storico che il Paese sta vivendo. E' la risposta della cooperazione e dei cooperatori alla più grave crisi economica e sociale degli ultimi 80 anni».  
 
Negli anni della crisi le cooperative, in controtendenza, hanno saputo reggere meglio di altre forme imprenditoriali gli urti della congiuntura continuando a investire e a creare buona occupazione. Ogni anno sono circa 3mila le start-up cooperative promosse dalle tre centrali, negli ultimi 12 mesi con il workers buy out sono state recuperate almeno 20 imprese destinate alla chiusura e salvati 800 posti di lavori diretti a cui andrebbero aggiunto almeno altrettanti dell'indotto.  Un dinamismo che rischia di essere macchiato dalle poche mele marce che usano strumentalmente la cooperazione. Per questa ragione l' Alleanza delle Cooperative ha presentato il Manifesto per un'economia pulita, annunciando di volersi costituire come parte civile in tutti procedimenti giudiziari contro le false cooperative.  
 
«La priorità delle nostre imprese - ha aggiunto il co presidente e numero uno di Confcooperative, Maurizio Gardini- è quello di creare sviluppo e occupazione. Il lavoro è la più grave delle emergenze che la nostra società sta vivendo. I dati sulla disoccupazione giovanile diffusi ieri sono allarmanti, ai giovani la cooperazione è in grado di dare risposte, per questa ragione,  piuttosto che continuare a discutere di articolo 18, chiediamo al governo di investire risorse sull'autoimprenditorialità, su strumenti, come quello del servizio civile, che ha mostrato in questi anni una notevole efficacia: più di un giovane su quattro che ha prestato servizio nelle nostre cooperative sociali è stato poi assunto a tempo indeterminato. Per creare lavoro è necessario garantire un ambiente che favorisca la crescita e il rafforzamento delle imprese. Il lavoro non si crea per decreto ma consentendo alle imprese di poter lavorare in un contesto con norme chiare, certe e con un carico fiscale adeguato».  
 
«Con questo nostro progetto unitario - ha concluso l'altro co-presidente Rosario Altieri, presidente di Agci - la cooperazione risponde a chi vorrebbe eliminare i corpi intermedi privando così la nostra società di soggetti che garantiscono la rappresentanza di interessi legittimi costituzionalmente garantiti. Con l'Alleanza delle Cooperative diamo alla politica la possibilità di confrontarsi con un soggetto rappresentativo in grado di dare voce a 43mila imprese, 1,2 milioni di occupati e 12 milioni di soci».
 
 
 

Consorzio Sociale Santa Colomba

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