Dipendenze patologiche

   Ludopatia o azzardopatia?.

Partecipazione molto vivace all'incontro con cui i promotori del progetto "Fuorigioco" si sono confrontati con la società civile sui temi dell'iniziativa e sulle strategie adottate.
Il 30 settembre si sono ritrovati al centro civico di Muraglia, a Pesaro, esponenti dei servizi sanitari, di enti locali, dell'associazionismo e del volontariato, della cooperazione sociale, rappresentanti sindacali e delle associazioni di categoria, in particolare di commercianti e tabaccai. Purtroppo scarsa la parteciapzione delle società sportive, ma proprio un'associazione sportiva, la UISP, ha messo in discussione uno dei termini oggi utilizzati quando si parla di nuove dipendenza: il termine "ludopatia", molto in voga, è infatti un ossimoro, una contraddizione di termini. La UISP, che tra le varie leghe interne ha anche una "lega giochi" non ci sta a questo snaturamento del termine "gioco" e propone di utilizzare più propriamente il termine "azzardopatìa". Suggerimento recepito dagli organizzatori che proprio con un gioco si presenteranno nelle scuole per far capire ai ragazzi, giocando, cosa sono le dipendenze.
Animato e stimolante anche il confronto con gli esercenti sulle azioni da promuovere presso i bar, gli alimentari, le edicole e le tabaccherie che sono gli esercizi pubblici, oltre naturalmente alle sale giochi vere e proprie, dove è possibile acquistare prodotti come lotterie istantanee o trovare slot machines. Fare una mappatura di questi esercizi, individuando quelli che non offrono prodotti di gioco d'azzardo (naturalmente per le tabaccherie si ritiene indispensabile avere il poliedrico terminale di "Lottomatica") e creare un "marchio" che caratterizzi questi locali pubblici è una delle idee progettuali che hanno suscitato perplessità nei rappresentanti dei commercianti. Chi offre prodotti di lotteria istantanea o di video gioco opera infatti nella piena legalità e con la crisi in atto rinunciare a qualsiasi fonte di ricavo è un lusso che nessun esercente oggi può permettersi. Gli esercenti sono comunque molto interessati al progetto proprio perchè si trovano in prima linea a confrontarsi con chi cade preda della spirale del gioco d'azzardo.
Insomma un dibattito a tutto campo, che ha premiato il coraggio dei promotori del progetto nell'affrontare una sentita emergenza, fornendo un feedback della società civile e del mondo sindacale ed economico che aiuterà a calibrare al meglio le iniziative e le strategie.