Dipendenze patologiche

Sta ottenendo grande successo il progetto innovativo “RIO - la cura a tutela dell’ambiente” proposto da Consorzio di Bonifica, Regione Marche e Asur per il recupero di persone tossicodipendenti attraverso l’impegno nella salvaguardia dell’ambiente.

In questi giorni infatti, diversi ragazzi in cura nelle strutture di recupero locali sono stati coinvolti nella pulizia degli argini dei fiumi, delle dighe e nella manutenzione dei fossi agricoli e stradali, dimostrando impegno e producendo ottimi risultati. Il progetto è partito grazie ad una delibera regionale del 2014 che destina 340 mila euro ad un’azione di inclusione sociale, per ora della durata di un anno. Ma visti i risultati, è quasi certo il rinnovo per un ulteriore anno.

Sono 10 le comunità coinvolte, con 90 ragazzi impegnati in prima linea. Tra queste:  Ama Aquilone di Castel di Lama; PARS Pio Carosi di Civitanova Marche; IRS L’Aurora di Gradara; Labirinto di Pesaro; L’Imprevisto di Pesaro; La Speranza onlus di Sant’Elpidio a Mare; Dianova onlus di Montefiore dell’Aso; Berta 80 di San Severino Marche, Oikos Onlus e Exodus onlus di Jesi. Con questo progetto Labirinto, ha potuto dare formazione ed indennità a 6 persone ospiti della struttura maschile Casa Frassati.

«I progetti sono stati avviati già nel mese di aprile – racconta Marta Mangoni collaboratrice del Consorzio di Bonifica delle Marche per il settore manutenzioni - Nella prima parte di attività i ragazzi hanno provveduto, in accordo con i Comuni (Pesaro, Vallefoglia, Cartoceto, Serrungarina, Sant’Ippolito) alla sistemazione di aree verdi in ambito urbano. Da luglio invece sono iniziati i lavori sul reticolo idraulico-forestale nei comuni di Pesaro, Montelabbate, Corridonia, Civitanova Marche, San Severino Marche, Castelfidardo e Recanati. Nella sistemazione del reticolo minore i ragazzi si sono occupati (sotto il controllo di un supervisore e dopo un adeguato corso) del taglio e dello sfalcio della vegetazione erbacea e arbustiva e della raccolta dei rifiuti. L’esperienza è stata accolta dai ragazzi con molto entusiasmo – conferma la collaboratrice - con forte partecipazione e coinvolgimento negli incontri di formazione con il tecnico Stefano Speranza del Consorzio. Certamente si ripeterà anche nei mesi a venire».

«Il valore aggiunto di questa iniziativa è evidente – afferma il presidente del Consorzio di Bonifica, l’avvocato Claudio Netti - poiché inserisce persone oggi svantaggiate in un circuito virtuoso di partecipazione alla soluzione di problemi drammaticamente attuali. Questo tipo di interventi può realmente dare opportunità di occupazione a giovani che ancor più di altri trovano difficoltà nel mercato del lavoro. E’ un modo per rendere concretamente produttive le risorse a disposizione, sempre più ridotte, con interventi mirati e utili alla collettività intera.  Per questo motivo l’auspicio è che questo possa essere un progetto pilota, una buona prassi da seguire in altri territori e che possa diventare nel tempo una struttura consolidata».