Nell’ambito dei festeggiamenti per il ventennale de L’albero delle storie, gestito dalla Cooperativa Sociale Labirinto, il 22 aprile alle ore 17:00 al Castello della Porta di Frontone si terrà il primo di sette incontri, esito di un percorso di laboratorio teatrale performativo curato dall’associazione Luoghi comuni

Domenica 22 aprile alle ore 17:00 al Castello della Porta di Frontone viene presentato il primo di sette incontri dal titolo Esercizi di stato in luogo”, che sono il risultato di un percorso di laboratorio teatrale performativo curato da Alice Toccacieli, dell’associazione “Luoghi comuni”, e organizzato con le persone del Centro socio educativo L'Albero delle storie di Cagli, un servizio pubblico affidato dall’Unione Montana del Catria e del Nerone alla gestione della Cooperativa sociale Labirinto.

L’evento, con l’obiettivo di invitare il pubblico a una riflessione collettiva sulle tematiche connesse alle dimensioni della casa e dell’abitare, si colloca all’interno dei festeggiamenti per i venti anni di vita del servizio e apre una serie di incontri itineranti che vedranno il gruppo condividere questo spettacolo nei sette comuni dell'Ambito Sociale 3 del Catria e Nerone. L'iniziativa è gratuita e aperta a tutti.

Che cosa è “casa”? Che cosa significa “abitare”? – si chiede Alice Toccacieli rispondere alla domanda “dove sono” significa rispondere alla domanda “chi sono”? In che rapporto stanno la casa e la domanda identitaria? Che cosa ci permette di scoprire di noi stessi il nostro desiderio di casa? Cosa di noi affidiamo a lei? Cosa le chiediamo ogni volta che ci allontaniamo o che torniamo? Siamo sicuri che con la parola “casa” ci riferiamo solo ed esclusivamente all'edificio che ci concede il suo riparo notturno? Quali e quante sono le cose che si possono chiamare casa? E perché? chi può varcare la soglia della nostra casa e chi no?

L’albero delle storie svolge un servizio diurno con 16 persone adulte con disabilità e con le loro famiglie, affiancandole nell’elaborazione di un progetto di vita che divenga stimolo culturale per l’intero territorio montano. Il tema centrale maturato nei venti anni che vengono festeggiati è proprio quello della residenzialità abitativa, della casa intesa come possibilità per le persone di poter espandere e radicare sul territorio di riferimento il proprio cammino di autonomia, e per la comunità locale di riconoscersi in un percorso continuativo di accoglienza.

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