Il Centro socio educativo riabilitativo - Gabbiano, duecento ginestre e il Parco San Bartolo

Siamo come impasti pronti a lievitare, mescola di diversi ingredienti, ricette più o meno complesse. Dapprima sembriamo inermi e immobili, poi, con un po’ di calore, cura, tempo, lievitiamo e prendiamo forma. Quale forma? Tante, non una precisa né tantomeno definita, siamo in tanti, siamo diversi gli uni dagli altri, ognuno con la nostra particolarità, con la nostra unicità.

Lievitiamo ognuno a modo nostro, con il proprio personalissimo tempo, ognuno di noi ha un sapore diverso, possiamo sembrare simili ad un occhio disattento, addirittura tutti uguali, rischiamo comunemente per ignoranza di essere riferibili ad una generica ed impietosa categoria. E invece, la nostra diversità è la nostra e vostra ricchezza, ma abbiamo bisogno che il nostro “impasto”, fatto di carne ed ossa, venga visto, guardato e valutato come prezioso ed unico.

Per permetterci di lievitare, crescere ed essere compiuti abbiamo bisogno di essere “pesati” nelle giuste proporzioni, nei giusti dosaggi, q.b. diremo, né più né meno. Sapientemente si attenderanno i nostri tempi di crescita, si continuerà a sperare e portare nutrimento anche quando tutto in noi tace, tutto è nascosto e non lievita, si rispetteranno le fasi più delicate, non ci si dispererà quando regrediremo. Si spera sempre che una ricetta “venga bene”, soprattutto quando richiede tanto tempo e fatica, o abbiamo persone a cena, ma alla fine, questa espressione, cosa significa? Ha valore solo se si fanno dei confronti, solo se si hanno delle aspettative, ma così non si rispetta la fantasia, lo stupore, la scoperta e la libertà che possiamo insegnare.

Per l’appunto, cresciamo e assumiamo forme diverse da quelle previste e attese, ma, crediamo, che quello che conta veramente è che il nostro potenziale, il nostro talento venga scoperto, espresso nella sua forma più alta, portato a compimento.

Per far sì che tutto questo accada, dovete credere in noi, e non di meno in voi, nei vostri strumenti. Darci la vostra fiducia, è come quando su un impasto stendi un telo, un velo forse, e lasci che sotto avvenga quello che deve avvenire, ci credi e basta. Così noi possiamo a nostra volta ridare fiducia a chi ci affida il proprio impasto, come Laura e Luigi, che da anni impastano con noi la loro gentilezza, il loro sapere professionale, la loro curiosità e le loro piante, ci insegnano come piantarle, travasarle e farle crescere, da un anno ci hanno anche affidato una storica ed affascinante serra.

Laura e Luigi sono i Sig.ri Pantanelli, proprietari di quel bellissimo vivaio che da più di 50 anni è presente sul nostro territorio, fornendo insieme ai loro simpatici collaboratori, competenza, professionalità e tante piante, anche loro diverse l’una dall’altra, e persino esotiche, con bisogni, e magari perché no, desideri particolari, come ognuno di noi.

Laura e Luigi, ci chiedono ora di mettere ulteriormente le mani in pasta, di affondarle in una terra nera, carbonizzata, ferita, quella del Parco San Bartolo; vogliono donare 200 ginestre per il rimboschimento. Conosciamo bene quelle ginestre, una per una le abbiamo tenute in mano, noi le abbiamo travasate nei piccoli vasi, ed ora saremmo sempre noi a piantarle, niente po’ po’ di meno che, sul Tetto del Mondo. Esperienza che sicuramente ci annerirà le mani e forse ci nutrirà l’anima.

Siamo apprendisti giardinieri ma anche cuochi navigati, sappiamo che aggiungere del carbone agli impasti li rende più digeribili, così facendo però, sia ben chiaro, non vogliamo rimanere meno sullo stomaco, ma essere sempre più, anche noi, cibo che nutre e fa crescere questo territorio e questa comunità. E chi l’avrebbe mai detto che l’inclusione sociale avvenisse grazie ad un fungo?

Fonte: C.S.E.R. Gabbiano – Area Vasta Asur n. 3 – Cooperativa Sociale Labirinto