Venerdì 19 aprile Labirinto è entrata in Università per parlare dell’esperienza di Il cielo fuori, lo sportello del centro antiviolenza all’interno della casa circondariale di Villa Fastiggi.

Venuta a conoscenza di questo servizio, Claudia Pecorella, docente di diritto penale all’università degli studi di Milano Bicocca, ha invitato alcune nostre operatrici a raccontare il loro operato con le detenute della sezione femminile della casa circondariale di Villa Fastiggi: l’esperienza di sportello per le vittime di violenza è infatti tra le poche in Italia a dare un servizio simile con una continuità temporale.

Per la nostra cooperativa sono intervenute Gabriela Guerra, Mara Wolnitsky e Magdalena Puscas, nell’ordine responsabile e operatrici del settore pari opportunità che svolgono il loro lavoro nei servizi dedicata alla violenza di genere. Alla lezione di venerdì 19 aprile, dalle 14.00 alle 18.00, studentesse e studenti di due corsi di laurea, giurisprudenza e servizio sociale, si sono dimostrati molto attenti al tema dell’incontro.

Di fronte a una platea interessata a cogliere la ricchezza e le criticità del loro lavoro, le operatrici hanno illustrato la nascita di questo ambizioso progetto e servizio all’interno della Casa circondariale di Villa Fastiggi di Pesaro: una lettera di una detenuta arrivata per posta al Centro Antiviolenza. Questa lettera è stato lo stimolo per dare vita al laboratorio Intrecci di parole, curato da una psicologa e un’ esperta del metodo autobiografico: dentro le mura della casa circondariale sono state accolte donne non detenute che, insieme alle detenute, hanno iniziato a raccontarsi come donne, i pregiudizi e gli stereotipi subiti, la costruzione del proprio essere donna.
Anche grazie a questo laboratorio, un po’ alla volta si delinea uno sportello del centro antiviolenza all’interno del carcere.
Incontri individuali e di gruppo sono stati importanti per comprendere meglio la “vita all’interno del carcere” e capire come superare le difficoltà incontrare: dal coinvolgimento delle detenute diffidenti, all’usare la parola violenza: molte donne detenute infatti hanno vissuto diverse manifestazioni della violenza e del dolore in momenti del proprio percorso di vita.

Oltre al racconto della loro esperienza, le operatrici hanno letto alcune parti estrapolate da Voci oltre la soglia; il libretto raccoglie frammenti di scritture, distillati autobiografici realizzati dalle donne e dagli uomini incontrati durante i percorsi di scrittura autobiografica, le voci femminili dal progetto Intrecci di parole mentre le voci maschili dai progetti Tracce di me e Allo Specchio.
Voci oltre la soglie distribuito durante Il femminile, il maschile nell’accadibile, conversazione pubblica nella Casa circondariale di Pesaro per creare una connessione sui progetti per contrastare la violenza di genere, fuori e dentro il carcere di settembre 2023.