Abitare la propria storia: il contributo del Margherita al Meeting delle professioni di cura
25 Marzo 2026In occasione dell’edizione 2026 del Meeting delle professioni di cura, di venerdì 19 e sabato 20 marzo a Piacenza, nella sede La volta del vescovo, l’équipe del centro diurno Margherita ha offerto un contributo significativo alla riflessione collettiva sulle dinamiche della cura.
Questa edizione del Meeting, intitolata Siamo storie di vita. La cura oltre ogni stereotipo, muove dall’idea che ogni persona sia il risultato di una storia mai conclusa, che prosegue oltre l’ultimo respiro. Seguendo questo tema, l’intervento dell’équipe del Margherita si è focalizzato sul valore profondo della narrazione biografica.
Per esplorare l’identità professionale, il laboratorio ha proposto un’esperienza narrativa e un’attività, prendendo ispirazione dal kintsugi giapponese. Chi ha partecipato al workshop è stato accompagnato a comporre un puzzle, seguendo momenti distinti: riconoscere le proprie origini professionali e gli incontri significativi ed esplorare le fratture e le crepe che hanno segnato il proprio percorso.
Il gesto manuale, il colore e la riparazione simbolica hanno poi trasformato queste ferite in luoghi di senso anziché di fallimento.
Il lavoro, articolato in momenti individuali, di coppia e di gruppo, ha voluto sottolineare come la qualità della relazione di cura sia strettamente legata alla capacità di chi opera con persone fragili di abitare e integrare la propria storia.
Riconoscere il valore delle proprie crepe permette di non subire queste spaccature come fragilità, ma di considerarle parte integrante di una professionalità più consapevole e umana.
Attraverso questo workshop l’équipe del centro Margherita ha voluto raccontare come lo spazio della cura è, innanzitutto, uno spazio di riflessione e cura di sé.





