Il ministro Giuliano Poletti interviene al convegno di Legacoop Sociali Marche.

Si è svolto al ridotto del Teatro delle Muse di Ancona l’atteso incontro sul welfare rigenerativo promosso da Legacoop Sociali Marche con la partecipazione del ministro Giuliano Poletti.

I lavori sono stati aperti dal presidente del Consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo che si è impegnato a promuovere negli organi regionali l’aumento delle risorse per il welfare e la cooperazione sociale insieme all’apertura di tavoli di confronto sulla nuova legge del terzo settore e la volontà di semplificare la normativa regionale con un testo unico che comprenda la cooperazione sociale, la promozione sociale, il volontariato.
Introdotti dalla giornalista RAI Chiara Paduano, che ha moderato tutto l’incontro, sono quindi intervenuti due cooperatori e due cooperatrici che hanno presentato esperienze esemplificative della espressione “welfare rigenerativo”, ovvero di una cooperazione sociale che non si limita a gestire servizi in appalto, ma crea continuamente nuove opportunità e nuove esperienze di inclusione e integrazione.
Tra le esperienze presentate anche quella del progetto “Le rondini”, illustrata dalla presidente di Labirinto Simona Giommi, che ha visto l’assunzione nei servizi per l’infanzia della cooperativa di tre giovani con disabilità, rompendo atavici pregiudizi e creando possibilità di integrazione del tutto nuove.

Partendo da una “visione ecologica del welfare, Gianfranco Alleruzzo ha avanzato una richiesta alla comunità, a partire dalla Regione Marche: “Investire su un modello di economia rigenerativa che esige organizzazioni, istituzioni e imprese a loro volta rigenerative.
Un welfare rigenerativo che abbia come conseguenza l’attivazione di scambi che ne permettano la continua evoluzione Il ministro del lavoro e del welfare Giuliano Poletti nel suo intervento ha recepito gli stimoli provenienti dall’iniziativa affermando: “Dobbiamo essere capaci di affrontare il lungo cambiamento radicale in corso e di costruire una condizione diversa altrimenti la società e la sua tenuta sociale rischieranno di andare in pezzi, con un’emarginazione che non sarà più recuperabile e i problemi sociali ci esploderanno in faccia”.