Nelle scuole di Pesaro sta riprendendo forma un progetto che unisce educazione alimentare, sostenibilità e inclusione sociale attraverso un gesto semplice quanto potente: la merenda scolastica. Una merenda per cambiare è infatti un’occasione concreta per costruire relazioni autentiche tra studentesse, studenti e persone con disabilità.
L’iniziativa, promossa dalle équipe educative di Labirinto cooperativa sociale in collaborazione con Mondo solidale, coinvolge alunne e alunni delle scuole di Pesaro per l’anno scolastico 2025/2026 e le persone con disabilità che frequentano i centri educativi dell’AST PU, del Comune di Pesaro, Casa Giona e gli appartamenti del Dopo di Noi.
Il cuore del progetto risiede nella vendita diretta di merendine, snack e altri alimenti provenienti dal commercio equo e solidale. Le persone con disabilità, supportate dall’équipe educativa e dai volontari della Bottega del Mondo, gestiscono direttamente i banchetti settimanali allestiti nelle scuole, offrendo prodotti alimentari sani e sostenibili.
Il progetto si articola attorno a tre pilastri essenziali:
- Educazione al consumo sostenibile
Studenti e studentesse apprendono il valore di scegliere alimenti che rispettano sia le persone che l’ambiente, sviluppando una consapevolezza critica sulle proprie abitudini di consumo. - Valorizzazione delle competenze
Le persone con disabilità sono viste come risorse attive per la comunità, capaci di contribuire concretamente alla vita sociale attraverso le proprie abilità: una prospettiva ribaltata e un passo verso un’inclusione autentica. - Creazione di relazioni umane genuine
L’incontro settimanale al banchetto della merenda diventa occasione per stringere legami, abbattere pregiudizi e costruire amicizie che superano le barriere della diversità.
La merenda scolastica diventa così molto più di una pausa: è un laboratorio di inclusione e un momento di crescita collettiva.
Studentesse e studenti riconoscono le competenze che ciascuno può mettere al servizio della comunità, e fanno pratica della relazione diretta e dell’esperienza condivisa, veri motori del cambiamento e, in questo caso, dell’inclusione.