Villa Vittoria: il nostro lavoro quotidiano raccontato alla Commissione IV – Politiche sociali del Comune di Pesaro
15 Gennaio 2026Martedì 13 gennaio l’équipe educativa di Labirinto cooperativa sociale ha aperto le porte del cser Villa Vittoria, il primo centro diurno socio-educativo riabilitativo nato a Pesaro, alla Commissione IV – Politiche sociali del Comune di Pesaro, un’occasione importante per raccontare a chi si occupa delle politiche del nostro territorio, il lavoro quotidiano svolto.
L’équipe ha accompagnato il gruppo della Commissione attraverso gli spazi del centro. Ha potuto illustrare come gli ambienti, vissuti ogni giorno insieme alle persone che frequentano Villa Vittoria, sono il frutto di un lavoro collettivo: ogni angolo curato, ogni decorazione, ogni scelta organizzativa nasce dalla collaborazione con chi vive questo luogo. Lo spazio è infatti espressione concreta dell’approccio educativo: creare contesti accoglienti dove le persone possano esprimersi e sentirsi a loro agio. Anche il Parco della Pace che circonda il centro, diventa una risorsa che si integra nelle attività di Villa Vittoria.
Il compito dell’équipe di Labirinto è valorizzare i diritti delle persone con disabilità, trasformando le relazioni che si instaurano quotidianamente nei centri in progetti, opportunità concrete di crescita e partecipazione.
Il cuore del progetto educativo è infatti mettere al centro la persona, le sue potenzialità, i suoi desideri, tenendo fermi gli obiettivi di autonomia e autodeterminazione delle persone con disabilità. Seguendo questa direzione, l’équipe ha illustrato come anche la co-progettazione con gli altri centri del territorio diventi uno degli strumenti indispensabili per condividere progetti, competenze, esperienze.
Durante l’incontro, la Commissione ha accolto la necessità di migliorare la segnaletica che porta ai centri socio-educativi della città: un segnale concreto di attenzione e del riconoscimento che questi luoghi sono vere e proprie risorse per la comunità.
I centri diurni possono diventare sempre più luoghi di scambio, dove la comunità possa entrare, condividere esperienze, partecipare a momenti conviviali. L’inclusione, infatti, passa soprattutto dalla conoscenza reciproca.