Il progetto intergenerazionale curato dalle équipe di Labirinto cooperativa sociale avviato da metà maggio coinvolge le bambine iscritte e i bambini iscritti al servizio Piccola Fucina Imab a Fermignano e alcune persone che frequentano il centro diurno Alzheimer Margherita di Fano.

Il grande giardino di Piccola Fucina, il servizio educativo di baby sitting e dopo scuola curato dall’équipe educativa di Labirinto cooperativa sociale e messo a disposizione per figlie e figli di chi lavora per il gruppo Imab di Fermignano, ha ospitato un progetto innovativo: Avrò cura di te… Qui, ogni venerdì, da metà maggio a metà giugno, due generazioni apparentemente distanti ma incredibilmente vicine nel cuore, hanno avuto l’occasione di incontrarsi e condividere emozioni. Protagoniste e protagonisti del progetto le bambine e i bambini che frequentano la Piccola Fucina Imab e sei utenti del Centro Margherita di Fano, servizio diurno specializzato nella cura delle persone con demenza.

Durante gli incontri settimanali le due generazioni sono riuscite a trovare un modo tutto loro per comunicare, annullando ogni filtro emozionale che è tipico della persona adulta. Il progetto Avrò cura di te… fortemente voluto dall’équipe educativa della Piccola Fucina Imab, si inserisce nella programmazione educativa annuale del servizio, incentrata sul tema del prendersi cura di bambine e bambini, famiglie, ambiente naturale e di tutto ciò che costituisce la vita quotidiana del servizio. Questa modalità di approccio ha trovato nella dimensione intergenerazionale la sua espressione più autentica.

Le mattinate sono state caratterizzate da momenti laboratoriali ricchi di significato: pitture verticali tra gli alberi, coltivazione dell’orto e dei fiori, condivisione e letture di storie. Attività che hanno permesso a bambine, bambini e persone anziane di riscoprire insieme la bellezza delle cose semplici.

Secondo le educatrici di Piccola Fucina Imab è fin dalla prima infanzia che i piccoli devono iniziare e provare a prendersi cura di chi e di cosa li circonda. Proprio da questi momenti condivisi nasce lo stupore – lo stupore di un abbraccio, di un fiore che nasce, di un pomodoro che cresce – tutte cose semplici, ma piene di significato. Le bambine e i bambini sanno che ogni venerdì arrivano “le nonne e i nonni”, così soprannominati da loro, e sono molto felici, li aspettano con tanta voglia di vivere nuove avventure insieme.

Un elemento distintivo del progetto è stato il prezioso coinvolgimento dei genitori, che hanno reso l’ambiente e le attività ancora più significative. Le famiglie hanno partecipato attivamente alla costruzione del grande giardino attraverso incontri laboratoriali, mettendo a
disposizione la loro creatività e la loro voglia di mettersi in gioco ad altezza bambina e bambino.
Momenti guidati da pedagogiste hanno inoltre offerto ai genitori spazi dedicati per esprimere dubbi, fare domande e condividere pensieri sul tema della cura.