Grazie a People operatrici e operatori hanno validato i sistemi di Metasalute
Nel territorio pesarese sta prendendo forma un modo diverso di accompagnare le persone fragili nella loro quotidianità.
Grazie a Metasalute sensori intelligenti, realtà virtuale e algoritmi predittivi si inseriscono nel tessuto della cura tradizionale, creando un ecosistema di tecnologie assistive. L’innovazione digitale sta rendendo il lavoro degli operatori più efficace e la vita degli utenti più sicura e autonoma.
La sperimentazione si sta svolgendo in tre contesti che rappresentano differenti livelli di assistenza. Questo permette di testare le tecnologie in situazioni molto diverse tra loro, dall’assistenza intensiva al supporto mirato all’autonomia. Le sedi della sperimentazione sono:
- Casa Giona, residenza per anziani con cura continuativa 24 ore su 24;
- gli appartamenti per l’autonomia di persone con disabilità Dopo di Noi di Pesaro e Fano ;
- gli spazi Prove di volo dedicati a percorsi di vita indipendente;
- il centro diurno Alzheimer Margherita.
Tra settembre e ottobre 2025, quindici operatori, tra figure educative professionali, OSS, coordinatrici e coordinatori, hanno testato e validato i servizi resi possibili dalle tecnologie Metasalute. La validazione è avvenuta attraverso PEOPLE, web app partecipativa sviluppata nell’ambito del progetto PINQuA Servizi Welfare – Smart City, che sta delineando Pesaro Hub: un ecosistema che integra spazi fisici e piattaforme digitali per rendere i servizi più accessibili e inclusivi.
I risultati della validazione hanno evidenziato un chiaro apprezzamento per i dispositivi orientati alla sicurezza: il sistema di rilevazione cadute ha ottenuto un punteggio di 4,2 su 5 per utilità percepita, seguito dal monitoraggio dei parametri quotidiani (4,1/5) e dai sensori di movimento (4,0/5).
La tempestività degli alert permette di intervenire prima che una situazione diventi critica, cambiando l’approccio: il lavoro quotidiano si focalizza sull’anticipazione dei rischi.
Più della metà degli operatori ha rilevato un miglioramento dell’autonomia degli utenti. La tecnologia libera tempo prezioso che può essere dedicato alla relazione, alla cura che va oltre il controllo e la sorveglianza.
Il sistema VR Care di Micro Center introduce la dimensione della realtà virtuale con esperienze immersive pensate per la stimolazione cognitiva, la riduzione dell’ansia e la socializzazione. Non semplici giochi, ma strumenti terapeutici che aprono canali di interazione a volte più efficaci delle attività tradizionali. VR Care sta mostrando potenzialità interessanti: operatrici e operatori riconoscono l’utilità nella riduzione degli stati d’ansia e agitazione (3,8/5), nella stimolazione cognitiva (3,7/5) e nella socializzazione (3,5/5). Il 40% ha osservato un coinvolgimento significativo degli utenti durante le sessioni immersive.
La realtà virtuale può facilitare alcune forme di interazione che risultano più difficili se svolte attraverso attività più tradizionali. Le persone normalmente molto chiuse si aprono durante l’esperienza immersiva. Un’osservazione che suggerisce come questi strumenti possano integrare, non sostituire, il repertorio delle attività terapeutiche.
L’efficacia delle tecnologie dipende dalla formazione degli operatori. I dispositivi Metasalute funzionano quando c’è un operatore che sa interpretare i dati e trasformarli in azioni di cura. Non è sufficiente installare sensori e visori quindi, serve costruire una cultura che sappia integrare questi strumenti nella pratica assistenziale quotidiana.
Il 60% di operatrici e operatori ritiene che il sistema possa essere esteso ad altri contesti.
Metasalute dimostra che le tecnologie assistive funzionano quando sono progettate con le persone, non solo per le persone.
Quando l’innovazione parte dall’ascolto di chi ogni giorno accompagna la fragilità e si adatta continuamente ai contesti reali. Un modello che potrebbe ispirare altre realtà territoriali che cercano di costruire un welfare più efficace, umano e sostenibile.
I risultati della sperimentazione confermano che l’integrazione tra tecnologia e cura è realizzabile, ma richiede alcuni ingredienti essenziali: operatori formati e coinvolti nella progettazione, politiche pubbliche che sostengano l’innovazione, partner tecnologici in ascolto delle esigenze reali del lavoro assistenziale.