Quando persone migranti si uniscono ai volontari del territorio per un fine comune nasce l’ integrazione autentica, non forzata e più efficace.

Il Progetto SAI Invictus collabora ormai da anni con AUSER Pesaro in iniziative legate all’integrazione delle persone migranti che spesso partecipano alle attività di volontariato realizzate in città, grazie alla disponibilità del presidente Massimo Ciabocchi.

Da un paio di anni in particolare, il quartiere pesarese di Pantano accoglie Volentieri Volontari, un progetto particolarmente virtuoso dedicato alla manutenzione del verde pubblico. Il presidente dell’Auser volontariato Pantano Ezio Bracco, già consigliere e presidente del Quartiere 12, con il suo impegno e la sua energia ha saputo coinvolgere gli abitanti del quartiere in modo attivo e concreto in numerose attività diversificate e inclusive. E qui si inserisce il Progetto SAI Invictus.

Le persone migranti si uniscono infatti ai volontari, due volte al mese, per la cura e manutenzione degli spazi verdi del quartiere. Questa attività si è dimostrata particolarmente feconda: i volontari, migranti e non, infatti si trovano insieme all’aria aperta con regolarità e continuità e contribuiscono al mantenimento delle aree verdi che tutta la cittadinanza può abitare. Nel fare questo, nascono relazioni, conversazioni, battute che mettono immediatamente in contatto le persone tra loro, a prescindere dalla loro provenienza o nazionalità.

Per SAI Invictus questa semplice e utile attività è un esempio di integrazione autentica, non forzata ed efficace. I volontari pesaresi si incuriosiscono e si affezionano alle persone migranti: mentre con zappe e rastrelli puliscono il parco giochi dalle foglie secche autunnali, vogliono sapere di più di Bangladesh, Pakistan o Somalia.
Allo stesso tempo, le persone migranti sperimentano una relazione alla pari con i volontari pesaresi, in uno scambio in cui si possono finalmente liberare dagli stereotipi o dalle modalità relazionali legate ai contesti lavorativi.
Nelle ore trascorse insieme si trattano argomenti molto distanti tra loro: dalla situazione geopolitica dei paesi terzi, ai commenti sulle partite di calcio; anche i modi di dire dialettali diventano argomento di conversazione. Ciò avviene con una naturalezza tale che pare che queste persone, con vite e storie a volte molto lontane tra loro, si conoscano da sempre.

Questa modalità di integrazione è quella che preferiamo perché fa sì che i volontari, pesaresi o migranti, prendendosi cura della città, possano riconoscersi e iniziare a chiamarsi per nome. E ci auguriamo che questa collaborazione con Auser Volontariato Pantano possa continuare ancora a lungo.