Un modello di governance innovativa per il welfare del futuro

Pesaro Hub è stato protagonista di un importante momento di confronto accademico all’Università di Bologna. Il progetto si inserisce nell’ambito di Servizi Welfare Smart City, intervento promosso dal Comune di Pesaro e realizzato in collaborazione con Labirinto, COOSS Marche, CSV Marche e Marche Servizi, e finanziato con fondi del PINQuA.

Pesaro Hub è stato infatti selezionato da AICCON, partner strategico di progetto, come caso studio d’eccellenza insieme all’Ospedale Sant’Orsola, per il Master di II livello Governance e Innovazione del welfare locale, un percorso formativo della durata di un anno e mezzo rivolto ai dipendenti del Comune di Bologna.

La presentazione al Master dell’Università di Bologna rappresenta un importante riconoscimento per Pesaro Hub, confermando la validità di un approccio che pone al centro la partecipazione e la co-progettazione come leve strategiche per l’innovazione sociale. Un modello che, pur essendo ancora nella sua fase iniziale e sperimentale, sta già dimostrando come sia possibile costruire un welfare più inclusivo, partecipato e rispondente ai bisogni reali del territorio.

Durante l’intervento, Luca Pandolfi, assessore ai Servizi Sociali e Laura Sgreccia, coordinatrice di progetto, hanno illustrato come Pesaro Hub stia sperimentando un approccio innovativo alla governance dei servizi di welfare.

Il modello sperimentalista adottato si basa su un processo iterativo di apprendimento continuo, dove la modellizzazione dell’hub comunitario e le decisioni al riguardo, vengono costantemente
verificate e ridefinite attraverso il feedback di tutti gli attori coinvolti: amministrazione
comunale, soggetti del Terzo Settore e cittadini del centro storico.

Questo approccio si concretizza attraverso la co-progettazione, strumento che va oltre la semplice consultazione per diventare una vera e propria metodologia di lavoro. La co- progettazione, ha spiegato l’Assessore Pandolfi, da decenni leva strategica di cambiamento sociale in questo territorio, permette di integrare le competenze dell’amministrazione pubblica con l’esperienza sul campo del Terzo Settore e la
conoscenza diretta dei bisogni da parte della comunità locale. Un processo che riconosce come il welfare del futuro non possa essere calato dall’alto, ma debba emergere da un dialogo costante tra tutti gli attori del territorio.

Particolare interesse ha suscitato il ruolo del digitale all’interno del progetto, non come semplice strumento tecnologico ma come vero e proprio guida verso il cambiamento sociale. La dimensione digitale viene infatti integrata in modo organico nel processo di ripensamento dei servizi, permettendo di immaginare nuove opportunità di accesso e nuove modalità di risposta ai bisogni della comunità.