Informazione su diritti, opportunità lavorative, laboratori per accrescere competenze e abilità spendibili nel settore agricolo per contrastare il caporalato e il lavoro irregolare.

Sfruttamento lavorativo, lavoro irregolare e caporalato sono situazioni di sopraffazione che colpiscono chi è più vulnerabile.  I lavoratori migranti spesso rientrano in questo bacino, dove il lavoro è nella maggior parte dei casi, sottopagato e dequalificato. Le persone immigrate sono infatti più esposte a rischi perché non padroneggiano la lingua del paese in cui si trovano, spesso non conoscono i loro diritti e soprattutto gli strumenti di tutela, possiedono poche competenze e un basso grado di istruzione e, di frequente, si trovano a vivere in alloggi non idonei, molte volte lontani dal luogo di lavoro.

Per contrastare questo fenomeno che può sfociare in tutte quelle attività legate ai clan mafiosi che colpiscono l’intera filiera agroalimentare, gli operatori di Labirinto cooperativa sociale sono impegnati in Pina-Q e Di.Agr.A.M.M.I., due progetti europei che attingono dal fondo FAMI con l’obiettivo di porre fine al lavoro illegale.

Gli interventi messi in atto dalla rete dei partner aderenti ai due progetti, puntano a una piena integrazione dei lavoratori immigrati, dal punto di vista sociale, sanitario e abitativo, restituendo loro dignità.

I nostri operatori accompagnano i lavoratori immigrati verso l’autonomia, attraverso una serie di attività e azioni virtuose di agricoltura, che privilegia la regolarità lavorativa nel settore agricolo e, con essa, la trasparenza del mercato del lavoro. Tra queste, laboratori per acquisire e sviluppare competenze spendibili in agricoltura, insieme a percorsi informativi e orientamento sul mercato del lavoro, sui diritti e doveri dei lavoratori, sulle opportunità di formazione ed occupazione, sull’agricoltura sociale e biologica.