LA CONSAPEVOLEZZA NELLE FASI INIZIALI

Come aiutare un nostro familiare che non riesce a ricordare un nome?
In questo articolo descriviamo come possiamo essere vicini alla persona a noi cara che sta iniziando a non ricordare e a perdere alcuni tasselli ed esperienze della propria vita quotidiana. La comunicazione del caregiver diventa una risorsa preziosa da curare e alimentare.
L’Alzheimer è qualcosa che nessuno si augura e a cui nessuno pensa ma quando arriva travolge tutto in un batter d’occhio, facendoci perdere l’equilibrio. Le fondamenta su cui ci appoggiamo devono essere ben salde e se così non fosse andranno pian piano ricostruite.
Eh sì, le fondamenta sono importanti e quelle dell’anziano sono le prime a sgretolarsi; mettiamoci per un momento nei panni di una signora che non ricorda il nome di suo figlio o di un signore che esce per andare a trovare la propria mamma e un secondo dopo realizzare che è deceduta da tanto tempo.
La paura di perdere tutta una vita può essere devastante; è inimmaginabile il dolore provato da queste persone che dall’inizio e, per lungo tempo, continuano a avere momenti di lucidità, realizzando che tutto sta andando perduto, che i loro ricordi, la propria cognizione si sta sbriciolando a causa di una malattia subdola e devastante.
Difficile consigliare un caregiver in questa fase così delicata e difficile per quest’ultimo riuscire a supportare emotivamente il proprio caro; spesso si è inermi, spiazzati, frustrati ed è dura reagire, trovare un modo. Una maniera per comunicare però esiste ed è tanto legata con una qualità che, fortunatamente, ognuno di noi ha: l’empatia.
L’essere empatici, non è qualcosa che si impara o si acquisisce, ma è una risorsa che va curata, alimentata ed esercitata. Ci sono operatori della cura e familiari che spendono tanto tempo in corsi ed esercizi e in questo blog, con qualche articolo dedicato, vorremmo aiutare anche voi alla riscoperta di questa grande qualità!
Prima di salutarci però una “pillola empatica” per le situazioni raccontate sopra: se il nostro caro vuole chiamare qualcuno, ma non riesce a ricordare il nome, poniamoci vicino a lui senza deriderlo o prevaricarlo ma aiutandolo, usando toni gentili e di vicinanza:
– “Che fastidio, che rabbia quando non ricordiamo qualcosa!”
– “Posso esserti d’aiuto?”
– Non posso immaginare cosa stai provando in questo momento ma sono qui per te, se vuoi”.