Ingrid Betancourt, attivista per i diritti umani e candidata al Nobel per la pace, ha visitato il centro di accoglienza per richiedenti asilo gestito da Labirinto nei pressi di Novilara.

Ingrid Betancourt, attivista per i diritti umani e candidata al Nobel per la pace, trovandosi in vacanza a Fano, ha voluto far visita al centro di accoglienza per richiedenti asilo gestito dalla cooperativa Labirinto nei pressi di Novilara.

Le straordinarie doti comunicative ed umane di Ingrid Betancourt, per le quali è stata anche candidata al Nobel per la pace, sono emerse in tutta la loro ricchezza durante la vista realizzata l’11 settembre al centro di accoglienza per richiedenti asilo gestito da Labirinto nei pressi di Novilara.
Ingrid Betancourt era accompagnata dalla madre, Yolanda Pulecio, personaggio notissimo in Colombia per aver dato vita ad una rete di orfanotrofi in cui hanno trovato ospitalità decine di migliaia di “bambini di strada”.

La Betancourt, attivista per i diritti umani, conosciuta in tutto il mondo per aver vissuto 6 anni prigioniera dei guerriglieri delle FARC colombiane, trovandosi in vacanza a Fano, ha voluto conoscere da vicino la realtà dei profughi e richiedenti asilo che varcano il Mediterraneo ed il tipo di accoglienza che ricevono nel nostro paese.
Ha quindi scambiato opinioni con Cristina Ugolini, responsabile dell’accoglienza ai migranti di Labirinto, con il responsabile della struttura Pino Longobardi, con gli operatori di Labirinto e con il sindaco di Pesaro, che l’ha accompagnata a visitare la struttura.

festa casa roverella

Ingrid Betancourt ha poi avviato un rapporto di conoscenza diretta con i 31 ospiti della struttura, con i quali è stata capace di instaurare subito un rapporto di confidenza e fiducia, raccogliendo le storie, le aspirazioni, i problemi, gli stati d’animo di ciascuno, anche di coloro che hanno nel proprio vissuto esperienze sconvolgenti che li collocano un po’ ai margini del gruppo, con maggiori difficoltà ad integrarsi nelle attività che vengono proposte dagli operatori.

In un contesto che vede in questi giorni il dramma di un esodo senza precedenti verso l’Europa ed in cui emergono sentimenti che vanno dall’aperta ostilità allo sciacallaggio, dall’indifferenza alla compassione, la Betancourt ha dato a Novilara una piccola lezione di “empatia”, il sentimento e l’atteggiamento che ognuno dovrebbe provare di fronte a questo evento epocale e che dovrebbe guidare l’azione dei governanti.

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